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Consenso informato sui vaccini?

Quali informazioni serie vengono fornite dal medico vaccinatore o dalle ASL ai genitori che volessero saperne di più?

Vengono spiegati in dettaglio gli eventuali rischi ?

Niente di tutto questo, perché l’ Ordine dei medici afferma che i vaccini NON hanno NESSUN rischio per la salute dei neonati!

NON ESISTE UN SOLO FARMACO PRIVO DI EFFETTI COLLATERALI.

Nemmeno uno e questo nessun medico al mondo può negarlo!
Quindi perché i vaccini non dovrebbero comportare dei rischi? Sono o non sono farmaci?

“La maggior parte delle terapie comporta rischi ”
- ha dichiarato la Associazione Mondiale dei Medici. Rischi che in questo caso riguardano neonati di poche settimane…

Vietatissimo parlare di collegamento tra vaccini e autismo. Anche se esistono perizie fatte da medici legali che attestano senza ombra di dubbio il nesso causale tra inoculo vaccinale e autismo !!

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NESSUNO PUO’ ESSERE OBBLIGATO A UN TRATTAMENTO SANITARIO.

Federazione Ordini dei Medici (Fnomceo) sulle vaccinazioni pediatriche.
Come mai si è scomodata addirittura la Casta delle Caste? Forse perché sta dilagando qualcosa di molto rischioso e assai contagioso e non mi riferisco al virus del morbillo o al batterio della pertosse, ma alla LIBERTA’.
Sempre più genitori infatti si stanno destando dal letargo e decidono di prendersi LORO la responsabilità della salute del PROPRIO figlio e non il medico vaccinatore delle ASL (che in caso di danni non risponde di nulla).

Ecco qual è il vero problema: dalle ultime rilevazioni disponibili dal 2014 in Italia i bambini vaccinati calano al ritmo di 5-10 mila ogni anno. Calano i malati, calano vendite dei farmaci, calano gli affari! Questo è un meccanismo pericoloso per le lobbies del farmaco!

Genitori che non delegano la salute del proprio figlio ad un medico che non hanno mai visto e che non conosce nulla della storia del loro bambino; non delegano il benessere del loro figlio ad un politico della Casta che ha votato una legge (voluta dai Poteri Forti) che obbliga la vaccinazione e infine non delegano la salute alle case farmaceutiche che vogliono le persone sempre più malate.

Ma come intervenire?
Minacciare i genitori di ripercussioni? non è realizzabile.
Impedire ai bambini non vaccinati di andare a scuola? Difficile , perché si parla di scuola del l’obbligo.

Alla fine hanno scelto il male minore, bloccare e legare le mani dei loro associati: i medici! Così dice il segretario Luigi Conte: “sono già in corso e sono stati fatti procedimenti disciplinari per i medici che sconsigliano i vaccini. Si può arrivare anche alla radiazione“. (!?)

L’ articolo 32 della Costituzione dice : “nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario”.
I vaccini sono o non sono un trattamento sanitario obbligatorio? Certo che sì e uno anche tra i più rischiosi, visto che viene fatto a esseri viventi piccoli e indifesi!

segue..farmaci per bambini

pillole

pillole come caramelle?

 

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Il direttore dell'AIFA Luca Pani
10 agosto 2016
Torna a galla la tematica delle retribuzioni d’oro dei manager pubblici. Stavolta la polemica investe Luca Pani, Direttore Generale dell'Agenzia Italiana del Farmaco. Come riportato tempestivamente dai media e in particolare dall'agenzia Adn Kronos, nel 2012 il professore ha svolto attività di consulenza presso l’EMA (l’Agenzia europea del Farmaco).
Il suo sarebbe stato alla fine un super stipendio su cui i Revisori dei Conti dell’AIFA hanno puntato gli occhi. Pani avrebbe infatti guadagnato complessivamente la bellezza di 767mila euro, superando di oltre 500mila euro il tetto di 240mila euro fissato per i manager pubblici
(v. Gazzettino.it).

Questi compensi – stando a quanto riporta la Ragioneria dello Stato – “sono da considerarsi a carico della finanza pubblica e concorrono a formare il trattamento economico annuo”. Secondo quanto si legge sulla stampa, a distanza di tempo non è stata ancora avviata però la procedura di restituzione di quella somma.

Già nel dicembre 2015 Adn Kronos Salute (ripresa da Repubblica) riportava che “su input del Collegio dei revisori dei conti, sarebbe stata avanzata al direttore generale dell'Agenzia italiana del farmaco Luca Pani, la richiesta" di restituzione delle somme relative ad emolumenti "che negli ultimi 3 anni eccedevano il tetto di retribuzione per i manager pubblici, fissato in 240 mila euro”. Un tetto stabilito per legge – ricordava l’agenzia di stampa - equivalente all’assegno del presidente della Repubblica, che sarebbe stato superato da Pani negli ultimi 3 anni.

Luca Pani, nato a Cagliari il 26 ottobre 1960, è un medico, psichiatra e scienziato italiano, esperto di farmacologia e biologia molecolare. Dal 2011 è Direttore dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). E’ autore di numerose pubblicazioni.

Epatite C, il direttore generale dell’Aifa Luca Pani
Roma 16 aprile 2015

Direttore Pani, sono passati 5 mesi dall'accordo dell'Aifa con la casa farmaceutica produttrice del sofosbuvir, quanti sono i malati realmente in cura?

" Secondo i dati Registro AIFA dei farmaci sottoposti a monitoraggio i pazienti al momento in trattamento con sofosbuvir sono oltre 4.200. Ci riferiamo non solo ai pazienti in monoterapia con Sovaldi, ma anche a quelli che assumono il farmaco in combinazione con il simeprevir".

Va detto che c’è stato un tempo “tecnico” necessario alle Regioni per individuare i centri accreditati alla somministrazione del medicinale, ma ora tutte ne hanno abilitati di propri. Si evidenziano poi alcune differenze regionali nella distribuzione del farmaco e criticità relative all’adozione - da parte di alcune Regioni - di ulteriori linee guida, in aggiunta alle schede di monitoraggio previste dall’AIFA, che in alcuni casi ritardano i tempi di accesso alla cura.

Ci sono 40.000 persone che aspettano e molte altre che avranno accesso nei prossimi mesi a tutta una serie di farmaci già approvati dall’AIFA. Non si giochi sulle risorse perché le Regioni saranno rimborsate trimestralmente e lo sanno. Personalmente ho delle grosse perplessità sulla legittimità di queste dichiarazioni”. Pani riguardo alle cifre spiega: ”un costo medio di 30.000 per 26.000 pazienti assomma a 780 milioni di euro e non a 95 nel triennio 2015-2017 come sostenuto dalla Regione Toscana, alla quale consiglierei di controllare i moltiplicatori prima di illudere i malati”.

Segue una polemica tra Pani e regione toscana sui fondi da destinare a tale intervento.
Fonte: ANSA Tutte le notizie di Toscana Articoli correlati Leggi questo articolo su: http://www.gonews.it/2015/05/18/toscana-epatite-c-il-direttore-generale-dellaifa-luca-pani-non-illudere-i-malati/

MEDICINA E RICERCA Epatite C: tutti i falsi miti sul Sofosbuvir

Al fine di informare correttamente politiche sanitarie, professionisti e pazienti la Fondazione Gimbe ha pubblicato il Position Statement “Efficacia e costo-efficacia del sofosbuvir nel trattamento dell'epatite C” da cui emergono alcune criticità metodologiche relative alla robustezza delle prove di efficacia, oltre che all'entità e alla precisione dei benefici del farmaco.
•Tutti gli studi che hanno valutato l'efficacia del sofosbuvir sono stati finanziati, progettati e realizzati dall'azienda produttrice Gilead Science e, al momento, non esiste alcuno studio indipendente.
•Non conosciamo il reale valore aggiunto del farmaco rispetto a un confronto appropriato, sia perché mancano trial di efficacia comparativa del sofosbuvir con altri agenti antivirali ad azione diretta, sia perché tutti gli studi prevedono l'associazione del sofosbuvir con ribavirina ± peginterferon-alfa.
•Alcuni studi presentano limiti metodologici rilevanti (controlli storici, assenza di blinding).
•Tutti gli studi hanno utilizzato come misura di esito un end-point surrogato, ovvero la risposta virologica sostenuta al di sotto della soglia minima identificabile a 24 o a 12 settimane dalla sospensione del farmaco.
•La risposta virologica sostenuta non garantisce l'eradicazione del virus dal sangue (che resta solo al di sotto della soglia minima identificabile), né permette di identificare la persistenza del virus nei tessuti.
•Per alcuni sottogruppi di pazienti la stima dell'effetto del trattamento è incerta a causa della loro limitata numerosità campionaria.
•Non esistono prove di efficacia dirette su outcome clinicamente rilevanti: evoluzione dell'epatite in cirrosi, scompenso della cirrosi, insorgenza di epatocarcinoma, mortalità.
•Non è nota la probabilità di re-infezione nei pazienti che hanno ottenuto una risposta virologica sostenuta.
•Non conosciamo gli effetti avversi, oltre che la compliance, nel mondo reale.
A seguito di queste valutazioni la Fondazione Gimbe conclude che:
•Il sofosbuvir costituisce una rilevante innovazione terapeutica, ma le evidenze disponibili documentano solo che il farmaco è efficace nel determinare una risposta virologica sostenuta in una percentuale che raggiunge il 90% in alcuni (ma non in tutti) sottogruppi di pazienti.
•La storia naturale dell'epatite C e le prove di efficacia disponibili non giustificano in nessun contesto sanitario, indipendentemente dalla disponibilità di risorse, una policy che preveda il trattamento di tutti i pazienti con epatite C con l'obiettivo di prevenire l'evoluzione dell'epatite cronica in cirrosi, lo scompenso della cirrosi, lo sviluppo dell'epatocarcinoma, i trapianti di fegato e la mortalità.
•In assenza di prove di efficacia dirette sulla capacità del sofosbuvir di rallentare l'evoluzione dell'epatite C verso forme avanzate di malattia scommettere sui potenziali risparmi per l'assistenza sanitaria è puramente speculativo e non supportato da alcun dato scientifico.
•Assimilare la risposta virologica sostenuta nel singolo paziente alla eradicazione del virus C dalla popolazione è una suggestiva, ma inverosimile, strategia di sanità pubblica.
•Considerato che la mortalità nei pazienti con epatite C è molto bassa e che nessuno studio ha dimostrato che il sofosbuvir riduce la mortalità , il termine “farmaco salvavita” è improprio e non dovrebbe più essere utilizzato.
•Definire le priorità di trattamento in relazione alla costo-efficacia del sofosbuvir nei vari sottogruppi di pazienti rappresenta oggi l'unica soluzione accettabile dal punto di vista clinico, etico ed economico a seguito di queste valutazioni la Fondazione Gimbe conclude che:
•Il sofosbuvir costituisce una rilevante innovazione terapeutica, ma le evidenze disponibili documentano solo che il farmaco è efficace nel determinare una risposta virologica sostenuta in una percentuale che raggiunge il 90% in alcuni (ma non in tutti) sottogruppi di pazienti.

•Tutti gli stakeholder che intervengono pubblicamente esaltando l'efficacia del sofosbuvir, oltre le evidenze disponibili, dovrebbero dichiarare gli eventuali conflitti di interesse finanziari e non finanziari.

Effetti collaterali

Agli effetti collaterali causati dall'assunzione di interferone pegilato e ribavirina (che possono essere lievi, moderati o intensi da paziente a paziente) e già descritti nel capitolo sulla duplice terapia, vanno sommati gli effetti indesiderati causati dall'assunzione di sofosbuvir.

Sofosbuvir è stato principalmente studiato in associazione con ribavirina, con o senza peginterferone alfa. In questo contesto non sono state riscontrate reazioni avverse al farmaco specifiche per sofosbuvir. Le reazioni avverse al farmaco segnalate più frequentemente in soggetti che ricevevano sofosbuvir e ribavirina o sofosbuvir, ribavirina e peginterferone alfa sono affaticamento, cefalea, nausea ,vomito ,allergie e insonnia.

Fondazione Gimbe

Il direttore generale Luca Pani dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa)
Gianluca Dotti Giornalista scientifico

Il direttore generale Luca Pani (Aifa) ha annunciato, durante un convegno dedicato alle nuove prospettive nel settore delle vaccinazioni in Europa, che entro i prossimi tre anni potrebbero iniziare delle campagne di profilassi contro il cancro. Si tratterebbe di veri e propri vaccini, analoghi a quelli già in uso per le altre patologie.

Secondo Pani, la ricerca ha ormai raggiunto un livello di avanzamento tecnologico tale da permettere in tempi brevi di mettere a punto vaccini terapeutici e preventivi che rendano immuni del cancro (!?). Si tratta, in particolare, di meccanismi di profilassi da personalizzare su misura in base all’organismo e alla risposta del paziente, poiché sono basati sulla conoscenza informatizzata del genoma. Resta però il nodo del costo di questo vaccino anti-cancro, da sciogliere per scongiurare il rischio che le nuove scoperte siano a beneficio di pochi. (insomma una vaccinazione di massa !!) Per questo motivo è allo studio una strategia europea che potrebbe fissare un listino prezzi condiviso oppure sostenere a livello comunitario i costi di produzione.
Pubblicato novembre 5, 2014

Il Direttore Generale dell'AIFA Luca Pani By Giacomo Giannecchini - 7 novembre 2013

Il Direttore Generale dell’AIFA, Luca Pani, nel corso dell’incontro tenutosi oggi a Londra è stato eletto alla guida dell’European Union Management Board Telematic Committee (EUMBTC), ristrettissimo gruppo che ha il compito di ridisegnare le strategie e la programmazione informatica delle 28 Agenzie Regolatorie europee.

Luca Pani,l'attivismo del dirigente Aifa: “Entro tre anni i primi vaccini contro il cancro !”

Secondo l’Agenzia italiana del farmaco, entro pochi anni arriverà la profilassi personalizzata anche per malattie neurodegenerative e autoimmuni.
Sempre nel corso della conferenza, promossa dal ministero della salute in occasione del semestre di presidenza italiano dell’Unione europea, i portavoce dell’Aifa hanno dichiarato anche che, se il progresso tecnologicocontinuerà ai ritmi attuali, in meno di 10 anni (fra 5, a essere ottimisti) potrebbe essere messo a punto anche un vaccino per l’Alzheimer, così come per altre patologie neurodegenerative o per le malattie autoimmuni, grazie alla conoscenza dettagliata dei meccanismi con cui il sistema immunitario aggredisce se stesso. Ma potrebbero arrivare trattamenti personalizzati anche per contrastare l’abuso di sostanze stupefacenti come la cocaina (!!).
Il convegno è stato occasione per ribadire che si sta cercando di accelerare i tempi per il vaccino anti-ebola, ma che l’intenzione è in ogni caso di seguire tutte le regole delle sperimentazioni cliniche prima mi iniziare la produzione su larga scala (!!??).

Scandalo AIFA.
Qui spesso diciamo state alla larga dai farmaci! E' l'unico modo di stare tranquilli sulla NON nocività degli stessi. Di seguito alcune notizie dai maggiori quotidiani.

Il quarantaseienne primo cittadino eletto con il centrosinistra, però, non è stato coinvolto come amministratore ma come ricercatore della farmacologia di Torino. Indagato insieme a dirigenti di case farmaceutiche che avrebbero pagato tangenti ad alcuni procuratori dell’Aifa (l’Agenzia italiana per l’approvazione e la sorveglianza sui farmaci) per ottenere controlli di comodo su prodotti medicinali da mettere in circolazione.

L’inchiesta è quella condotta dal procuratore torinese Raffaele Guariniello, che ha firmato venti ordinanze cautelari dopo due anni di indagini. I provvedimenti riguardano Pasqualino Rossi, rappresentante dell’Aifa presso l’Agenzia europea del farmaco (Emea).
Il Giornale

Matteo Mantovani ha ammesso: ha fatto alcuni regali ma non ha corrotto nessuno. Si sono svolti ieri a Roma gli interrogatori per l’ennesimo capitolo nero della sanità, una vicenda di presunti favori alle aziende farmaceutiche per aiutarle a commercializzare farmaci senza le garanzie di legge. Ad essere coinvolti due dipendenti dell’Aifa, l’Agenzia del Farmaco istitutita per cancellare il periodo più nero di Farmacopoli che vedeva coinvolta la Commissione Unica del Farmaco e Duilio Poggiolini, e finita di nuovo in una vicenda giudiziaria.
La Stampa

MILANO — Tra i 30 indagati del nuovo scandalo farmaci c'è anche un neosindaco. Carlo Della Pepa, 46 anni, medico e ricercatore della farmacologia di Torino, eletto a Ivrea per una coalizione di centrosinistra. Il suo capo è il farmacologo di Torino Mario Eandi. Poi manager di primo piano della Bayer, Umberto Filippi e Roberto Ceresa (ex Lega Nord).
Incontri con il «numero uno» dell'Aifa (l'Agenzia italiana per l'approvazione e la sorveglianza sui farmaci) Nello Martini sono agli atti dell'inchiesta torinese guidata da Raffaele Guariniello. E che oltre alla corruzione ipotizza un sistema che potrebbe avere arrecato danni alla salute dei cittadini.

Un esempio: il caso Aulin. Nimesulide è la molecola, Aulin è il farmaco più noto tra i molti in commercio che contengono questo principio attivo. Un anti-infiammatorio (Fans) che può anche avere gravi effetti collaterali sul fegato. Mai approvato negli Stati Uniti e in Giappone. Ritirato nel 2002 in Spagna e Finlandia. E nel maggio 2007 in Irlanda dopo che sei pazienti subirono un trapianto di fegato per sopravvivere alle lesioni causate dall'abuso del farmaco.
Il Corriere

"I VERTICI AIFA DEVONO DIMETTERSI SUBITO!”
Violente ed immediate le reazioni alla nostra circostanziata denuncia in Commissione Sanità del Senato: “i vertici dell’Agenzia Italiana del Farmaco devono dimettersi subito”, hanno ammonito autorevoli rappresentanti del mondo della politica e delle istituzioni!
www.giulemanidaibambini.org/reader.php?rassegnastampa+articoli+337 <...>
Tutto registrato, immagini e suoni. Prove contenute nelle 700 pagine della richiesta di 20 arresti, che poi il Gip ha «sintetizzato » in soli otto arresti e 400 pagine di ordinanza. Anche Nello Martini, che smentisce di essere indagato, è protagonista di intercettazioni chiave: le cimici degli investigatori (i carabinieri dei Nas di Torino, Roma, Padova e Alessandria), per esempio, ne avrebbero registrato parola per parola un incontro con i vertici della Glaxo (Farmaceutica) in un albergo di Verona. Che cosa si sono detti è agli atti.
Come agli atti è la storia della figlia di un funzionario Aifa assunta da una delle aziende di cui il padre doveva essere tra l'altro «controllore».
Da ieri tutto è in mano anche della procura di Roma, che su buona parte dell'inchiesta è competente.
Dei 30 capi d'accusa dell'inchiesta, solo sette resteranno al vaglio dei magistrati torinesi. Inevitabile il contraccolpo nel dicastero del Welfare e della Salute. Il ministro Maurizio Sacconi ha deciso l'avvio di una commissione d'indagine composta da tre «autorevoli esperti»: dovrà fornire le prime valutazioni tra sette giorni, poi un più completo rapporto entro il 31 luglio 2008.
All'esame un sistema molto raffinatosi dopo lo scandalo che 15 anni fa ha coinvolto Duilio Poggiolini e la Cuf, l'equivalente dell'Aifa di allora. Il filone sul sangue infetto (Hiv ed epatiti B e C) è ancora aperto. A Napoli dovranno decidere su Poggiolini, estraneo a tutto il ministro della Sanità dell'epoca Giovanni De Lorenzo.
L'Aifa fu istituita ex novo anche per cancellare lo scandalo Poggiolini. Evidentemente però qualcosa non ha funzionato.
.edizionisalus.it

Vaccini Si, vaccini NO.

Il tema delle prossime settimane sarà “il vaccino anti influenzale”.
Ricordiamo il flop dell’antinfluenzale della stagione passata, il Fluad. Non era stato formulato sui ceppi di virus circolanti e quindi non era adatto a proteggere dall’influenza. Lo dichiararono i centri di controllo americani (Cdc) in dicembre , ma il nostro ministero, insieme all’Istituto superiore di sanità, continuò a raccomandare il Fluad per mesi: ne ammise l’inefficacia soltanto in giugno.
Perchè?
Oggi ci chiediamo: quanto ci protegge un vaccino antinfluenzale (quando è formulato sui virus circolanti)?
Esistono diversi studi sull’argomento.

I più autorevoli rivelano che l’antiinfluenzale non serve sempre a scongiurare la malattia e le sue complicazioni, nè sugli anziani, nè sui bambini, nè sulle donne in gravidanza.
La Lorenzin che risponde? Minaccia multe ai medici che sconsigliano di vaccinarsi !

Vaccini obbligatori ? Quali sono le malattie da debellare, per le quali è necessaria la copertura del 95%?

vaccini

I bambini sotto i sei anni “dovrebbero” fare 48 iniezioni contro 14 malattie, ma non si trovano nè lo spazio (hanno solo due cosce) nè il tempo per farle tutte.

Perché, quando si parla di vaccini, si ricorda che “l’antipoliomielite ha salvato il mondo” e ci si dimentica che dal 1991 a oggi – come conseguenza di una tangente fra l’ex ministro De Lorenzo e la ditta produttrice – si continua a inoculare ai neonati l‘antiepatite B che si contrae solo con il sangue infetto e i rapporti sessuali promiscui?
Siamo l’unico Paese al mondo, assieme a quelli dell’Est e alla Grecia, a vaccinare i neonati per l’antiepatite B.

Perché in alcune regioni (Toscana, Liguria, Veneto e Sicilia) è già stato adottato il vaccino contro una forma di meningite (antimeningococco B) su neonati e adolescenti quando l’Istituto superiore di Sanità ne ha sconsigliato l’impiego?.
Chi decide quali vaccini introdurre se non si ascoltano i massimi esperti istituzionali?

Perché, chi ha il sistema immunitario compromesso, tutto d’un tratto, secondo le ultime dichiarazioni del ministro Lorenzin, non si può più vaccinare, mentre sono proprio queste persone che dovrebbero farlo?.

Perché si dice che “i vaccini sono sicuri” dimenticando che vi sono centinaia di italiani a cui e stato riconosciuto per legge un danno da vaccino? (Legge 210 del 25 febbraio 1992).

Perché non si parla con franchezza alle famiglie che non vogliono inoculare 48 dosi di vaccini ai loro bimbi stabilendo con loro quali sono le priorità?

Sono solo alcune domande che nascono quando si guarda con attenzione nel pentolone (infiammabile) dei vaccini, all’interno del quale, troppo spesso, qualcuno vi butta un cerino acceso. “Ci dobbiamo fidare degli esperti” avvertono le istituzioni (ministero e società scientifiche) ma poi sono le prime a non ascoltare l’Istituto superiore di Sanità.