Studio d'ARTE

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al cavalletto Marisa Poliani

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Effetti della luce e colore.

Il termine “Orfismo” era stato inventato da Apollinaire nei 1912 per descrivere la pittura lirica e sensitiva di Delaunay R. , basata unicamente sul contrasto dinamico di luci e colori. Sonia Delaunay nei suoi prismi anche lei prosegue nella ricerca degli effetti di movimento e di esaltazione dei colori.    Segue..

La cromoterapia

è una medicina alternativa che fa uso dei colori come terapia per la cura delle malattie.
Secondo chi usa la cromoterapia, i colori aiuterebbero il corpo e la psiche a ritrovare il loro naturale equilibrio , e avrebbero effetti fisici e psichici in grado di stimolare il corpo e calmare  certi  sintomi.  L’effetto dei colori sulla nostra psiche è tale che gli psicologi riescono a comprendere gli aspetti del carattere, le tendenze ed i problemi del momento in base alla scelta del colore che effettua il paziente... Segue..

Il biofisico tedesco Fritz Albert Popp

definisce la luce colorata come un linguaggio vivente tra cellule. Nel campo della fisiologia umana ed animale esiste la legge di risonanza che può essere così enunciata: "Una sostanza, biologica o non, che riceve una frequenza luminosa, se l'onda ha una misura proporzionale a quella della sostanza ricevente, incrementa il suo stato vibrazionale e quindi energetico". Ne deriva la possibilità di usare la luce ed i colori in terapia sia come irradiazione generale che locale o puntiforme. In generale i colori caldi (rosso, arancione, giallo) hanno una azione stimolante, mentre quelli freddi (verde, blu, indaco) una azione inibente e calmante.. Segue...

Ad adottare un metodo scientifico..

sulla divisione sistematica del colore era stato Seurat, anch'egli sulla scorta delle teorie di Chevreul, uno studioso di chimica e fisica francese che aveva notato come due colori opposti del cerchio cromatico (ad esempio e il giallo e il violetto), se collocati l'uno accanto all'altro si risaltano reciprocamente: Seurat osservò che, per ottenere nel quadro un effetto di maggiore luminosità, era necessario distribuire il colore puro con la punta del pennello in piccole macchie vicine tra loro, inventando così il "pointollisme" o "divisionismo", come preferiva chiamarlo Seurat.       segue

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